P2P: SCONTRO DI CIVILTÀ FRA GIURISPRUDENZA E LEGISLATORE
Con la sentenza n.149 del 9 gennaio 2007 la Corte di Cassazione italiana è intervenuta in
modo determinante sulla questione cruciale della liceità – almeno sotto il profilo penale
– del file sharing fra privati cittadini. In questo senso la Suprema Corte si è
sostanzialmente allineata alla traccia di molti altri tribunali europei ed internazionali
che, prima di Lei, avevano colto il principale motivo di perplessità relativamente alla
normativa che condanna il fenomeno del peer-to-peer: l'iniquità di una condanna
indiscriminata.
Un riassunto di questo articolo è stato pubblicato dalla Prof.ssa Francesca Ruggieri
sulla rivista "CASSAZIONE PENALE", nella sezione News.
FILE SHARING: CONDIVISIONE DI INFORMAZIONI O VIOLAZIONE DEL DIRITTO D'AUTORE?
Il file sharing consiste nella condivisione gratuita di contenuti digitali fra utenti privati ed è stato fortemente contrastato fin dalle origini soprattutto dalle grandi case produttrici di contenuti, che vedono nella condivisione fra utenti una concreta minaccia ai loro introiti e una presunta violazione del diritto d'autore.
L'articolo si propone di analizzare il fenomeno prima di tutto sotto il profilo tecnologico – spesso irrimediabilmente ignorato dal Legislatore – in seconda battuta sotto il profilo sociale del comportamento e infine sotto quello normativo che, alla luce delle riflessioni precedenti, evidenzia le proprie debolezze.
Riferimento all'articolo si trova anche sul sito di Net Jus, ideato da Giovanni Ziccardi, pubblicato in data 10 marzo 2008: "La bozza pre–print di un pregevole Articolo della studiosa Eva Balzarotti su un argomento ancora molto attuale (la condivisione e il file sharing), di cui vengono affrontati anche gli aspetti tecnologici.
L'Articolo è poi stato pubblicato sulla Rivista Ciberspazio e Diritto".